Abbiamo vinto il 120° Big Game della Storia. Questa è l’ottava volta di fila che vinciamo contro California e un’altra classe di senior può fare con orgoglio il numero 4 con le dita, vale a dire “con noi qui, solo vittorie nei derby della Baia”.

Negli anni 2010 abbiamo sempre riportato a casa la Stanford Axe. E da quando ho aperto questo topic, cinque anni fa, non ho ancora dovuto scrivere di una sconfitta contro i cugini di Barkeley.

Direi che ha decisamente portato bene lo sfottò degli amici del forum sulla famosa “the play”, che diede l’insperabile vittoria a Cal 35 anni fa, nel 1982 (se proprio dovete farlo… tornate a pag. 1 per il video e… comunque ricordatevi che per noi quella gara l’ha vinta Stanford, perché l’ultimo passaggio fu in avanti e ci sono le immagini a dimostrarlo, andate su Wikipedia… tiè! ).
Insomma, dire che sono contento è poco.
Ma “soddisfatto” è un’altra cosa.

La gara dei Cardinal ha risentito senz’altro della tensione che si prova nel giocare questo match particolare, ma dal punto di vista offensivo (e anche in run-defense) sono in parte ritornati a galla i problemi che ci hanno caratterizzato nel corso dell’annata, che hanno determinato sconfitte alla vigilia impronosticabili (SDSU) o che per poco non conducevano ad altri upset clamorosi (Oregon State), che sono state in definitiva la causa evidente di un record sì positivo, ma a parer mio non fantastico in questa stagione.
Nonostante tutto, abbiamo ancora una chance. Però purtroppo non dipende da noi (sabato giochiamo l’ultima di regular season ancora a Palo Alto contro Notre Dame… per la gloria), bensì dai Washington Huskies, che avranno il loro “derby”, in casa a Seattle, contro Washington State. Se vinceranno i Cougars, saranno loro ad accedere alla Finale di Pac-12 contro USC (in tutta onestà sarebbe quasi più giusto, dato che in stagione hanno sconfitto a Pullman sia noi che i Trojans).

Viceversa, se a vincere la Apple Cup sarà Washington, andremo noi a sfidare di nuovo i losangelini (comunque favoriti).
La vittoria di sabato (17-14) contro California è stata decisamente più sudata del previsto. E come anticipato i motivi vanno ricercati da un lato nella davvero buona difesa di California contro la nostra power-run, dall’altro in una rivedibile run-defense dei ragazzi di coach Shaw.
In attacco, va detto che
Bryce Love non era al meglio e l’infortunio alla caviglia (che già lo aveva tenuto fuori contro OSU e limitato nelle successive gare) è tornato a farsi sentire nell’ultimo quarto, quando gli è subentrato Cameron Scarlett, bravissimo peraltro nell’ultimo drive del match a “muovere la catena”: Stanford ha così tenuto il pallone per 7.25 minuti di fila congelando il confronto. Love ha invece prodotto 101 yard in sole 14 portate, soprattutto grazie all'ennesima cavalcata (da 57 yard) in touchdown che ha portato Stanford sul 17-6 ad inizio ripresa.
All’inizio dell’incontro, nel primo tempo, California ha avuto per due volte la possibilità di passare in vantaggio. Sul proprio primo drive offensivo, con l’ovale portato fino alle 7 di STAN, due giocate decisive della difesa dei Cardinal (un TFL per 9 yard di Alfieri e Phillips e poi subito dopo un sack di Kalambayi sul terzo down ai danni del QB Bowers) hanno ricacciato Cal indietro di 20 yard, evitando il td e lasciando solo il FG del momentaneo pareggio (3-3) ai Golden Bears. Poi sul loro secondo drive offensivo, dopo un punt di Stanford, il K Matt Anderson ha calciato un FG da 47 yard che ha colpito in pieno la crossbar ed è rimbalzato in campo.
Nel successivo drive Stanford è andata in touchdown grazie ad un bel td-pass di Costello (17/26 per 185 yard, con 1 td-pass e 1 int.) , che ha evitato un blitz dalla sua destra con un rapido passo in avanti e dalle 20 ha fatto partire un lancio veloce e dalla buona spirale al centro per il TE Kevin Smith (al suo secondo td, dopo quello nella gara inaugurale di Sidney contro Rice).
Cal però è riuscita a tenere il passo. Nel drive successivo, ha convertito un fake punt che ha tenuto vivo il drive a metà campo ed è poi andata al FG del 6-10 con un calcio da 26 yard di Anderson. Poi ha evitato che Stanford mettesse ulteriori punti a tabellone, quando Costello è stato intercettato sull’ultimo lancio del primo tempo dal DB Darius Allensworth.
Al rientro dall'intervallo, dopo il td di Love che ha portato avanti i Cardinal (17-6), di nuovo California ha ricucito il divario con un td del RB Patrick Laird (153 yard e TD in 20 portate) e la successiva trasformazione da 2 punti su corsa del QB Bowers (14-17).
Va detto altresì che in più di un’occasione nel corso della partita sono stati i defensive back di Stanford a metterci una pezza contro le corse di Laird, che altrimenti avrebbero potuto portare a degli “home-run” decisivi, soprattutto bravo nel recupero in pursuit il safety Justin Reid (10 tackle totali).
La giocata decisiva è stata tuttavia il provvidenziale intercetto a metà ultimo periodo da parte dell’altro safety, Ben Edwards, che ha intercettato Bowers su un lancio profondo nel mezzo (Cal era 1&10 sulle 48 STAN).

Chiamata un po’ strana e a sorpresa quella di Wilcox considerato l’andamento del match: probabilmente California voleva andare “per la giugulare”, ma forse dal drive avrebbe potuto ottenere lo stesso il td del sorpasso o quantomeno il FG del pareggio. Invece, con la palla di nuovo in mano, i Cardinal hanno potuto congelare la partita nei restanti 7 minuti e 25, grazie ai 4 primi down conquistati su corsa dal subentrato Scarlett, l’ultimo su un 4° & 1 dalle 18 di CAL che ha poi permesso a Costello di inginocchiarsi 3 volte.
