Come sappiamo ormai i Cardinal sono una squadra lontana dai fasti del primo lustro degli anni '10, quando si è passati dall'era Luck - in cui la principale antagonista era proprio Oregon - con il trionfo nell'Orange bowl della squadra di Jim Harbaugh, all'era David Shaw con le stagioni da titolo di Conference (2012, 2013, 2015) condite da 2 indimenticabili successi al Rose bowl, grazie al contributo di giocatori di caratura pro (C. McCaffrey, Z. Ertz, A. Hooper, A. Peat, J. Garnett, C. Fleming, H. Anderson, T. Murphy, H. Phillips, B. Martinez, J. Reid ) oggi titolari nelle rispettive franchigie NFL (tranne Garnett, OG ex prima scelta, già purtroppo fuori dalla NFL causa infortuni).
Tuttavia, si incomincia a intravedere qualcosina tra i giovanissimi del nuovo organico 2020 e la speranza al momento è quella di un piazzamento migliore rispetto all'ultimo posto della North Division arrivato nel 2019.
La partita contro i Ducks, squadra al momento obiettivamente superiore, stante anche l'assenza di Mills non poteva dare troppe informazioni al riguardo, nonostante i Card siano rimasti in partita almeno fino all'intervallo e probabilmente lo sarebbero stati più a lungo se il K Jet Toner (sappiate che per me l'hawaiano, nostante tutto, è comunque materiale da NFL) non abbia inopinatamente sbagliato tutti i field goal tentati - 4 FG su 4 (0/4) - da praticamente ogni distanza possibile, frutto peraltro di una giornata decisamente storta, più di testa che di impostazione, a parte le difficoltà comunque presenti sotto l'acqua e in condizioni di terreno viscido e strucciolevole.
Tra i ragazzi che sono comunuque riusciti a ritagliarsi uno spazio, vanno senza dubbio citati i due RB Austin Jones, 100 yard in 20 portate con 2 TD, e Nathaniel Peat 95 yard in 6 portate (compresa una sgroppata da 73 yard). Il classico gioco di corsa dei Cardinal sembrerebbe funzionare e stante i due sopra citati difficilmente vedremo in azione in queste poche gare il figlio d'arte freshman EJ Smith, salvo situazioni di infortunio o scampoli di garbage time.
Pur in assenza del signal caller titolare, ci sono stati alcuni lampi anche da parte del parco ricevitori, con giocate singole o doppie dei junior WR Simi Fehoko e Bryce Tremayne (entrambi alti 6-4) e del promettente junior Michael Wilson (6-2) che sicuramente sarà quello a giovare maggiormente del rientro di Mills. Ancora presto invece per inquadrare bene i due TE, anche se la sensazione al momento è quella di non avere a disposizione elementi del calibro dei sopra citati Zach Ertz, Austin Hopper o aggiungiamo Coby Fleener, Levine Toilolo, Dalton Schultz, Kaden Smith o lo stesso Colby Parkinson, che negli ultimi anni hanno contribuito al titolo fittizio di TE-U del nostro ateneo.
La difesa è invece il reparto senza dubbio più carente di talento. La linea soprattutto, con una pressione nemmeno lontanamente paragonabile a quella degli anni sopra citati. In più, sono evidenti le difficoltà nel contrastare il gioco di corsa avversario, specie quando si incotra una squadra attrezzata in tal senso come Oregon (Verdell, Dye e lo stesso QB Tyler Shough, che forse non sarà Justin Herbert ma di certo ha già dimostrato quanto sia efficace in motion ed a guadagnare terreno con le proprie gambe).
Un piccolo lumicino di speranza è venuto dalla prestazione dell' ILB mormone di origini polinesiane (da Providence, Utah - è infatti andato due anni in Nuova Zelanda per la sua LDS mission) Levani Damuni autore tra l'altro dell'unico intercetto di serata (ottima lettura e plastico intevento in tuffo) e di un fumble recuperato (e riportato per una dozzina di yard), pur giocando per un tempo limitato nella rotazione prevista da coach Lance Anderson.
In secondaria, difficoltà evidenti a cornerback, dove mancava peraltro anche il sophomore Kyu Blu Kelly (già partito titolare in quasi tutte le partite lo scorso anno da freshman, mettendosi più volte in evidenza) e dove il comunque volenteroso Ethan Bonner (n°13, un CB bianco di 6-1, 190 pds) è stato battuto sul profondo in almeno un paio di occasioni. Ci sono margini comunque per un deciso miglioramento, con l'altro soph CB Salim Turner-Muhammad (n°28) da tenere d'occhio, così come la coppia di safety, l'ormai veterano FS Malik Antoine (n°3) e l'interessante sophomore Jonathan McGill (n°32).
Sabato 14 novembre, alle ore 21.30 italiane, debutto allo Stanford Stadium contro i Colorado Buffaloes, vincitori su UCLA per 48-42 nella prima partita di questa "mezza" stagione di Pac-12.
GO CARD!



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