La sezione dove parlare di tutto quello che riguarda il football universitario Usa

Moderatori: Guechamp, Moderatori Endzone

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By Angelo
#942165
Emiliano the Bus ha scritto:Che peccato ( e che cazzone direi...perchè se hai quel comportamento lì...)

Lo ritenevo il best CB della nazione...aveva tutte le credenziali per essere il primo CB scelto al prossimo draft :?

A questo punto, ritenendo P.J. William da FSU roba da basso 1° round (fino a qualche settimana fa aveva un hype fin troppo alto...continuo a ritenere il suo compagno di reparto, Ronald Darby, più forte :secret: ) e Ifo Ekpre-Olomu da Oregon materiale anche lui da 25/32 case, il best CB del draft '15 sarà quel gatto da Michigan State, Trae Waynes, che se si accasasse a Pittsburgh farebbe un favorone a tutti :ammicca:



Vedo che tra tutti i nomi segnalati a CB Alex Carter di Stanford non c'è mai.

Speriamo solo che non lo prenda Seattle al 5° round.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum :lol: :lol:
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By Angelo
#942519
Shaka77 ha scritto:Quindi Carter sarebbe meglio di Wayne Lyons ?


Per me assolutamente sì, nel ruolo di cornerback.
Perché Lyons (sempre IMHO) ha un buon futuro in NFL, come free safety.

Teniamo ovviamente conto che Lyons sarà comunque al prossimo draft (poiché è un senior) mentre Carter ci sarà solo se deciderà di dichiararsi (true junior). Alla vigilia della stagione 2014 sembrava scontato lo facesse.

Poi vabbè lo avrò ripetuto chissà quante volte, mi scuserai, ma Alex è il figlio di Tom Carter, 17ma scelta assoluta dei Redskins nel 1993, 9 anni di NFL (anche con Bears e Bengals) e 27 intercetti nella lega. Anche queste cose contano.
:smt006
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By Shaka77
#942533
Angelo ha scritto:
Shaka77 ha scritto:Quindi Carter sarebbe meglio di Wayne Lyons ?


Per me assolutamente sì, nel ruolo di cornerback.
Perché Lyons (sempre IMHO) ha un buon futuro in NFL, come free safety.

Teniamo ovviamente conto che Lyons sarà comunque al prossimo draft (poiché è un senior) mentre Carter ci sarà solo se deciderà di dichiararsi (true junior). Alla vigilia della stagione 2014 sembrava scontato lo facesse.

Poi vabbè lo avrò ripetuto chissà quante volte, mi scuserai, ma Alex è il figlio di Tom Carter, 17ma scelta assoluta dei Redskins nel 1993, 9 anni di NFL (anche con Bears e Bengals) e 27 intercetti nella lega. Anche queste cose contano.
:smt006



Grazie, esaustivo e competente come al solito :polsu:
Terrò d'occhio e mi studierò un pò questo Carter allora, un buon CB da sviluppare a breve termine potrebbe essere uno dei principali obiettivi dei Pack al Draft.
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By Big Red Cards
#945083
Intanto Braxton Miller sembra sia destinato ad Oregon per la stagione 2015. Ha un anno di eleggibilità residua ed essendo un graduate student può trasferirsi senza restare fermo un anno anche tra due squadre FBS. Soluzione che dovrebbe accontentare tutti: Ohio State ha Barrett che ha dimostrato di poter essere ai suoi livelli e potenzialmente anche meglio (è ancora un freshman...) oltre a Torrance Gibson che è in arrivo dalla High School.
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By Angelo
#945249
Big Red Cards ha scritto:Intanto Braxton Miller sembra sia destinato ad Oregon per la stagione 2015. Ha un anno di eleggibilità residua ed essendo un graduate student può trasferirsi senza restare fermo un anno anche tra due squadre FBS. Soluzione che dovrebbe accontentare tutti: Ohio State ha Barrett che ha dimostrato di poter essere ai suoi livelli e potenzialmente anche meglio (è ancora un freshman...) oltre a Torrance Gibson che è in arrivo dalla High School.


Oddio, facciamo che accontenta Oregon e Ohio State. Tutti tutti, direi proprio di no...

Ma come, ora che mi levo dai coglioni Mariota ne arriva un altro potenzialmente forte? :lol: :lol:

:smt006
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By Terrell Owens
#945275
Mi dite, ma è stato veramente così semplice il calendario di Marshall quest'anno?
Visto che con un record di 11-0 sono sola al 24esimo posto del ranking.

Che bowl gli potrebbe toccare a fine dicembre?
grazie ciao! :smt006
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By Irving Thomas
#945321
Terrell Owens ha scritto:Mi dite, ma è stato veramente così semplice il calendario di Marshall quest'anno?
Visto che con un record di 11-0 sono sola al 24esimo posto del ranking.

Giocando nella C-USA direi proprio di sì.. il calendario della "mandria tonante" è stato molto molto soft.. comunque ad un Bowl ci andrà.. di sicuro.. ai play off no di certo..
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By Big Red Cards
#945361
Terrell Owens ha scritto:Mi dite, ma è stato veramente così semplice il calendario di Marshall quest'anno?

Che bowl gli potrebbe toccare a fine dicembre?


Non hanno giocato contro nessuna avversaria proveniente dalle Power 5 conference (ACC, Big 10, Big XII, Pac-12, SEC) e le squadre di C-USA che hanno affrontato hanno tutte record negativo tranne Rice (7-4) e Middle Tennessee State (6-5). Il calendario fuori dalla conference prevedeva Rhode Island (FCS, 1-11) e tre squadre di MAC (Akron, Miami OH e Ohio) che insieme hanno un record di 14-33. Non è un gran biglietto da visita.

C'è da dire però che Marshall ha dominato tutti gli avversari con vittorie in doppia cifra ogni Sabato, anche se non sono avversari di prima fascia. Forse inserire una squadra come Rutgers, Maryland o qualcosa di simile (per restare geograficamente vicini) avrebbe dato una diversa credibilità al loro calendario, anche se ovviamente non sarebbe stato abbastanza per rientrare nei playoff, anzi non ci sarebbero andati neanche vicino.

Il CFP Ranking li ha in classifica alla #24 proprio dietro Boise State, altra squadra proveniente dal "Group of 5" (AAC, C-USA MAC, MWC, Sun Belt) e la campione di una di queste conference, quella più alta in classifica, ha diritto a un posto in uno dei sei Bowl che sono parte della rotazione playoff, esclusi ovviamente i due che sono semifinali nazionali.

Pertanto difficile dire dove andranno a giocare a fine Dicembre perchè dipenderà da chi tra le due dovesse essere più alta in classifica. Molto probabile che il comitato preferisca, se entrambe dovessero vincere fino a fine anno, Boise State per una questione di appeal televisivo e per una questione geografica: molto più facile collocare una squadra dell'Idaho e anche discretamente seguita dati gli exploit degli ultimi anni, in Arizona al Fiesta Bowl dove fra l'altro i Broncos vinsero quello storica gara nel 2007 contro Oklahoma.

Discorso molto più complicato per Marshall, dato che gli Herd hanno meno seguito, meno appeal e soprattutto sono geograficamente più lontani. Il Bowl più vicino sarebbe il Peach Bowl di Atlanta, ma stiamo parlando di una distanza proibitiva per la maggior parte dei tifosi e difficilmente raggiungibile. Soprattutto nei Bowl la componente economica è fondamentale, sia per quanto riguarda lo share televisivo che per l'indotto che il Bowl deve generare alla città ospitante. Per questo io credo che in qualche modo, potendo, il comitato li farà fuori per preferire Boise State in Arizona.

A quel punto, la #1 C-USA dovrebbe giocare nell'Heart of Dallas Bowl, al Cotton Bowl Stadium contro una avversaria di Big Ten. Scelta anche questa geograficamente non felice per Marshall, ma c'è da dire che i 6 Bowl collegati alla C-USA sono tutti nel Sud degli USA e l'Heart of Dallas è quello con il payout maggiore che dovrebbe essere il principale fattore di scelta per un dipartimento atletico. Marshall però potrebbe anche decidere di declinare l'invito (a favore probabilmente di Rice) e giocare in Florida o alle Bahamas, zone che gli Herd reclutano pesantemente se è vero che 30 giocatori della squadra sono originari della Florida appunto.

Discussione che verrà mandata ovviamente a puttane nel momento in cui Marshall perderà la prima gara. Così, giusto perchè ho perso 20 minuti per scrivere di ipotesi. :lol: :lol:
#945445
Grazie ad Irving Thomas e Big Red Cards per la risposta stra-completa! :jo3:
So del fatto che adesso i 4 Bowl storici, Cotton, Orange, Sugar e Rose a rotazione di 2 saranno le semifinali del championship vero, ma per Marshall non chiedo questo.

Però chiedo perchè in NFL dove si premia molto la vittoria della propria division, come quest'anno accadrà nella NFC South che probabilmente darà una squadra con record negativo ai playoff, perchè questo non lo si fa anche nel college?
Alla fine un team di una conference "scarsa", ma sempre facente parte della Division I FBS, non ha diritto a qualche cosiderazione maggiore?

Insomma perchè non dare maggior importanza al record rispetto alla durezza della schedule?
Oppure non sarebbe logico restringere il numero delle università della division I FBS che se non sbaglio sono più di 100.

Tutte domande e curiosità di uno che di college non è mai riuscito ad assimilare i vari criteri per bowl e ranking.

Grazie nuovamente. :smt006
#945447
Terrell Owens ha scritto:Grazie ad Irving Thomas e Big Red Cards per la risposta stra-completa! :jo3:
So del fatto che adesso i 4 Bowl storici, Cotton, Orange, Sugar e Rose a rotazione di 2 saranno le semifinali del championship vero, ma per Marshall non chiedo questo.

Però chiedo perchè in NFL dove si premia molto la vittoria della propria division, come quest'anno accadrà nella NFC South che probabilmente darà una squadra con record negativo ai playoff, perchè questo non lo si fa anche nel college?
Alla fine un team di una conference "scarsa", ma sempre facente parte della Division I FBS, non ha diritto a qualche cosiderazione maggiore?

Insomma perchè non dare maggior importanza al record rispetto alla durezza della schedule?
Oppure non sarebbe logico restringere il numero delle università della division I FBS che se non sbaglio sono più di 100.

Tutte domande e curiosità di uno che di college non è mai riuscito ad assimilare i vari criteri per bowl e ranking.

Grazie nuovamente. :smt006

Ne parlavo giusto ieri con l'amico Roberto Gotta, al quale è piaciuta una mia frase che era tipo: non vogliamo una NFL per universitari. La prima persona plurale era ovviamente riferita a noi appassionati di college football e penso che questa frase possa rispondere al tuo quesito principale. Ma attenzione, se non la vogliamo non è per la tradizione o altre baggianate simili. È perché non c'è motivo di averla. Paragonare NFL e college football non ha senso, anche se il gioco è (più o meno) lo stesso. Sono due modi di intendere lo sport, e il business che ne deriva, completamente diversi.

L'NFL ha puntato, con grande successo, sulla parità di livello tra le squadre e sulla possibilità data a chi vince un division di andare ai playoff, eventualmente dando anche a una squadra con record perdente in RS la chance di vincere il Super Bowl. Ma l'NFL è una realtà unica, una lega nel vero senso della parola, e non è possibile pensare alle conference e alle division come organismi a sé stanti da un punto di vista dell'organizzazione. Alla fine della stagione solo una squadra ha vinto il titolo ma in realtà hanno vinto tutte, intese come lega. L'esasperato professionismo ha come logica conseguenza che non ci si possa fare troppo la guerra, vedi ad esempio il principio del draft che tende a premiare (ma il discorso sarebbe da approfondire) chi ha fatto male l'anno precedente per aumentarne la forza in prospettiva futura. Nessuno vuole che una squadra, o una division, diventi lo zimbello perenne della lega, fa male a tutti economicamente ma non solo e la cosa vale, più o meno, anche per le altre leghe professionistiche. Questo porta alla conseguenza che conference e division possono avere rapporti di forza diversi ma non in maniera fissa e immutabile negli anni. Anzi, il fatto che la cosa cambi ciclicamente rafforza il senso di unità della lega e ne garantisce successo e prosperità facendo il bene comune. Oggi a me, domani a te.

Il college football invece non è omogeneo e non è basato su rapporti di forza egualitari, anche se in teoria (ma solo in teoria) tutte le 125 (and counting) squadre della FBS potrebbero vincere il titolo Nazionale. Ma la caratteristica principale del CFB, e la cosa che lo diversifica maggiormente dall'NFL, è la sua frammentarietà. Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che si parla di NCAA ma in realtà quest'ultima non ha alcuna giurisdizione sulla massima suddivisione, cioè la FBS, come invece ha sulle suddivisioni inferiori. E infatti FCS, DII e DIII, che mettono in palio un titolo nazionale NCAA, hanno playoff molto simili a quelli che probabilmente immagini tu, con vincenti di conference che avanzano di diritto insieme ad altre squadre scelte tra le migliori, tipo wild-card [poi la cosa non è così lineare, perché... è troppo lunga.] Il titolo FBS, l'unico veramente importante per mass media e grande pubblico, non è messo in palio dalla NCAA e sono invece le conference a decidere come si deve svolgere la stagione, chi premiare, eccetera. E lo fanno secondo i propri interessi, mi pare ovvio. Qui si torna alla frammentarietà, perché se è vero che l'FBS è una, in realtà è più corretto dire che è due cose in una. Inutile girarci intorno, le conference non sono tutte uguali quindi non ha senso considerarle tutte allo stesso modo. Già tra le Power 5 (ex BCS Conference) non c'è forza omogenea ma il divario tra di esse e le Group of 5 (ex Mid-Major) è enorme. Non finisce qui, perché restando alle P5 le conference si fanno la guerra l'una con l'altra su vari fronti. Non solo, anche le squadre all'interno delle stessa conference si fanno la guerra, pur avendo anche obiettivi comuni. Giusto per fare un esempio... prima facevo riferimento al draft NFL. Ecco, non pensare che il recruiting dei ragazzi in uscita dalle High School sia una cosa così peace&love come il draft. Lo si affronta con il coltello tra i denti, altroché, anche nei confronti delle squadre della stessa conference. Questo perché il college football è composto da sottoinsiemi che sono entità autonome da ogni punto di vista: sportivo, economico, organizzativo, eccetera. I singoli elementi delle squadre formano i sottoinsiemi delle conference che a loro volta formano i due macro-sottoinsiemi di cui sopra (P5 e G5.) I quali, in forma e misura molto diversa, formano un insieme sovrastante, l'FBS. Ma ognuno di questi elementi/sottoinsiemi è prima di tutto un'entità autonoma e deve curare i propri interessi. La frammentarietà di cui parlavo prima.

Tornando al punto iniziale, parli di Marshall ed in effetti è lodevole quello che i Thundering Herd stanno facendo. Ma... ci sono due ma: 1) hanno avuto una schedule obiettivamente ridicola rispetto a qualunque squadra da conference P5 come già spiegato esaurientemente da Big Red Cards; 2) a inizio stagione era dato quasi per scontato che avrebbero finito imbattuti, cosa che li penalizza ulteriormente perché stanno solo confermando il pronostico della vigilia. Però sono effettivamente imbattuti e tu dici che si dovrebbe valutare l'imbattibilità più della schedule. Ma perché vincere contro una Alabama (nome a caso) e contro Vattelapesca State dovrebbe valere lo stesso? Non ha senso. Premiare oltre misura l'imbattibilità spingerebbe a un livellamento verso il basso, perché le squadre forti tenderebbero a rendere la propria schedule sempre più debole, in modo da avere più possibilità di finire imbattute. Al contrario il sistema in uso le porta a programmare le partite al di fuori della conference contro altre squadre forti, così da avere più possibilità di puntare al titolo. La cosa ha un doppio vantaggio, perché se si finisce imbattuti si ha la quasi matematica certezza di essere da titolo ma anche se si perde una partita, e a volte anche due, si può rimanere in corsa.

Fin qui, il fatto sportivo. Poi entrano in ballo altre questioni, più politiche che altro, che sono in sostanza le stesse che in passato penalizzarono le squadre delle conference Mid-Major (Utah, Boise State, etc.) Ma loro almeno ci andarono vicino, perché il tanto vituperato BCS aveva alcuni criteri di obiettività derivanti dai ranking elaborati dai computer. Il passaggio al comitato di grandi saggi ha, come ampiamente previsto, ristretto ulteriormente la rosa delle papabili vincitrici del titolo Nazionale alle squadre facenti parte delle conference maggiori. Questo soprattutto perché tutti i membri del comitato sono legati, alcuni a doppio filo, a squadre e/o conference P5. E la cosa, bada bene, non è scandalosa se messa in prospettiva nella storia del college football. Perché si ritorna al punto iniziale, cioè che nessuno vuole uguali possibilità per tutti visto che il college football non è un organismo unitario come l'NFL ma è composto da sottoinsiemi che vivono autonomamente.

La domanda che fai su una ulteriore suddivisione della FBS ha senso ed è argomento sempre più di attualità. Io stesso ne parlai qui tempo fa, dicendo che in un futuro non troppo lontano avremmo potuto avere una scissione come quella degli anni '70 tra le, allora, Div.1 A e Div.1 AA (ora FBS ed FCS.) Come ho letto da più parti recentemente, questo nuovo sistema in uso da quest'anno potrebbe accelerarla in maniera vertiginosa. Perché ormai è evidente che quelle minime possibilità di pensare in grande per le conference G5 sono svanite e il posto di diritto in uno dei bowl principali sa tanto di premio di consolazione. Una ricca consolazione per la squadra/conference che lo guadagna, ma pur sempre una consolazione. A questo punto, forse farebbero bene a trasformarsi, da insignificante sottoinsieme di un insieme di cui in realtà non fanno davvero parte, in un'entità a sé stante. Composta a sua volta da sottoinsiemi, mi pare evidente.

Ultima cosa: non bisogna pensare alle controversie tipiche del college football come ad un fattore deleterio. Tutt'altro, la controversia è alla base del CFB tanto quanto il football stesso, e forse anche di più. Il confronto tra squadre, risultati e calendari è sempre, e da sempre, l'argomento del giorno in ogni discussione che si rispetti. E insieme al concetto di rivalità, ma anche di odio sportivo (e a volte non solo,) porta ad alimentare continuamente polemiche e controversie. Ma allo stesso lo rende vivace e sempre in evoluzione e infatti fa parte del college football fin dalla notte dei tempi... ma qui mi fermo perché andrei a parlare di cose successe più di cento anni fa. E chi mi conosce sa che se comincio non finisco più.

Anzi, mi scuso con te e con tutti per aver scritto tanto, sicuramente troppo. A mia parziale scusante, è la prima notte da tanto tempo a questa parte che non ho partite di football Live da vedere e anche se qualche partita d'archivio nella mia BatCaverna gira sempre, l'attenzione agli schermi è un po' inferiore. Ma il fuso orario interno è sempre lo stesso...
#945469
Terrell Owens ha scritto:Però chiedo perchè in NFL dove si premia molto la vittoria della propria division, come quest'anno accadrà nella NFC South che probabilmente darà una squadra con record negativo ai playoff, perchè questo non lo si fa anche nel college?
Alla fine un team di una conference "scarsa", ma sempre facente parte della Division I FBS, non ha diritto a qualche cosiderazione maggiore?

Insomma perchè non dare maggior importanza al record rispetto alla durezza della schedule?
Oppure non sarebbe logico restringere il numero delle università della division I FBS che se non sbaglio sono più di 100.

Tutte domande e curiosità di uno che di college non è mai riuscito ad assimilare i vari criteri per bowl e ranking.

Grazie nuovamente. :smt006


Questo è il nocciolo della questione.. non ci si può "approcciare" al mondo Ncaa (non solo football) con la mentalità europea.. il rischio è arrivare a pensare che la Ncaa sia un mondo di pazzi, cosa che non è.. questo è anche il motivo per cui lo sport collegiale (ripeto che non si parla di solo football) in Italia verrà sempre "sottovalutato". Il football in particolare, che entra più di ogni altro sport nell'aspetto sociale di una comunità come è quella del college.

Regna sempre "il dio denaro", ragione per cui Marshall potendo investire tanto (in infrastrutture e scholarship) "vuole" gareggiare al massimo livello.. ma non può farlo ogni anno al livello della SEC ..

Proprio per questo le conference universitarie non le puoi paragonare alle division di una lega professionistica. Un college "si iscrive" ad una conference perché vede in quella conference una comunità di scuole che si riconoscono nello stesso budget e nella stessa filosofia di competizione.

Ricorda inoltre che quando sei in Ncaa si parla di "programma" di football per un motivo preciso e non di franchigia come nei pro. La franchigia è un tipo di contratto ben preciso, che ha alle spalle un individuo (o un gruppo) che l'acquista, mentre le squadre di football Ncaa hanno alle spalle una comunità intera (gli studenti attuali + gli ex-studenti).. queste sono (secondo me) alcune tra le principali differenze tra mondo professionistico e mondo Ncaa.

Ripeto a te quello che dissi ad altro e che mi è stato detto da "amministratori" di college e gente del mestiere.. per capire "la forza" di ogni college guarda alla conference a cui appartengono.. le migliori si sa bene quali sono, se ne sei fuori (tranne eccezioni come Notre Dame) significa che sei già in quel "limbo" che anche finendo imbattuta non arriva più in là del 15esimo posto del ranking..
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By Angelo
#945509
Voglio ringraziare anch'io Andrea Campagna e l'amico Enrico aka Big Red Cards per le ottime analisi-dissertazioni molto interessanti in risposta a quanto postato da Terrell Owens (che ringrazio pure per aver innescato il confronto). :smile:

Ovviamente concordo ampiamente con quanto scritto, in particolare con le differenze sempre più marcate in ambito NCAA rispetto al diverso mondo pro.

Dato che ormai sto' diventando sempre più un insider di un college (sapete quale! :wink: ) e sempre meno un esperto a tutto tondo di NCAA (anche se qualche altra partita continuo pure a seguirla..) e quindi sono rimasto un po' indietro nel passaggio dal sistema BCS a quello "grandi saggi", volevo per cortesia sapere due cose:

1) nel sistema BCS per le "ex Mid-Major" valeva il posto in classifica per ottenere l' "automatic berth": ranking nelle top 12 oppure nelle top 16 se in posizione più alta di almeno una AQ conference champion (e tutti, negli ultimi anni, guardavamo sempre all'ex potenza decaduta Big East...). Dalle parole di Enrico e di Andrea però, mi pare di capire che non c'è più restrizione da questo punto di vista e "basta" essere la prima squadra del Group of 5 in "classifica" pur di ottenere un posto in uno dei 4 bowl principali (o almeno in uno dei due che ciclicamente non sono le "semifinali" nazionali). CORRETTO ? :smile:

2) nel sistema BCS, Notre Dame aveva dei (passatemi il termine) "privilegi", ovverosia un posto nei BCS bowl "garantito" se finiva in classifica nelle prime 8 (nota altrimenti come "Notre Dame rule"). Mi pare di capire che tale "privilegio" non esista più (ovviamente, dato che è ormai una scelta moltissimamente "umana" e pochissimamente (licenze poetiche..) "da punteggio". Però, dato che storicamente la schedule di ND è tra le più impegnative, mi chiedevo... COME L'HANNO PRESA GLI IRLANDESI ? :roll:
(ricordo che hanno quell'accordo di giocare 5 gare contro le ACC... ma sono rimasti Indipendent per il football, no?)
Grazie. :smt006
#945577
Irving Thomas ha scritto:Questo è il nocciolo della questione.. non ci si può "approcciare" al mondo Ncaa (non solo football) con la mentalità europea.. il rischio è arrivare a pensare che la Ncaa sia un mondo di pazzi, cosa che non è.. questo è anche il motivo per cui lo sport collegiale (ripeto che non si parla di solo football) in Italia verrà sempre "sottovalutato". Il football in particolare, che entra più di ogni altro sport nell'aspetto sociale di una comunità come è quella del college.
[cut]

In questo contesto non ha senso parlare di una contrapposizione USA/Europa-Italia perché la diversa mentalità, ammesso che esista una diversificazione così netta, di certo non influisce sulla percezione del college football. Negli Stati Uniti milioni di persone trovano assurdo e/o anacronistico il sistema CFB e in Europa moltissimi tra gli appassionati che lo seguono non hanno alcun problema a convivere con quel sistema. C'è a chi piace e a chi no, chi lo trova giusto e chi no, chi lo accetta e chi no. Tutto qui. I dubbi espressi da TO sono assolutamente legittimi e si ritrovano quasi settimanalmente sulle board americane e nei commenti agli articoli dei siti USA, da parte di appassionati americani che seguono il college football ma lo vorrebbero diverso da come è per quanto riguarda la sua organizzazione.

Angelo ha scritto:Voglio ringraziare anch'io Andrea Campagna e l'amico Enrico aka Big Red Cards per le ottime analisi-dissertazioni molto interessanti in risposta a quanto postato da Terrell Owens (che ringrazio pure per aver innescato il confronto). :smile:

Ovviamente concordo ampiamente con quanto scritto, in particolare con le differenze sempre più marcate in ambito NCAA rispetto al diverso mondo pro.

Dato che ormai sto' diventando sempre più un insider di un college (sapete quale! :wink: ) e sempre meno un esperto a tutto tondo di NCAA (anche se qualche altra partita continuo pure a seguirla..) e quindi sono rimasto un po' indietro nel passaggio dal sistema BCS a quello "grandi saggi", volevo per cortesia sapere due cose:

1) nel sistema BCS per le "ex Mid-Major" valeva il posto in classifica per ottenere l' "automatic berth": ranking nelle top 12 oppure nelle top 16 se in posizione più alta di almeno una AQ conference champion (e tutti, negli ultimi anni, guardavamo sempre all'ex potenza decaduta Big East...). Dalle parole di Enrico e di Andrea però, mi pare di capire che non c'è più restrizione da questo punto di vista e "basta" essere la prima squadra del Group of 5 in "classifica" pur di ottenere un posto in uno dei 4 bowl principali (o almeno in uno dei due che ciclicamente non sono le "semifinali" nazionali). CORRETTO ? :smile:

2) nel sistema BCS, Notre Dame aveva dei (passatemi il termine) "privilegi", ovverosia un posto nei BCS bowl "garantito" se finiva in classifica nelle prime 8 (nota altrimenti come "Notre Dame rule"). Mi pare di capire che tale "privilegio" non esista più (ovviamente, dato che è ormai una scelta moltissimamente "umana" e pochissimamente (licenze poetiche..) "da punteggio". Però, dato che storicamente la schedule di ND è tra le più impegnative, mi chiedevo... COME L'HANNO PRESA GLI IRLANDESI ? :roll:
(ricordo che hanno quell'accordo di giocare 5 gare contro le ACC... ma sono rimasti Indipendent per il football, no?)
Grazie. :smt006

1) Sì, basta essere la prima squadra G5 nel ranking. Cosa che, con tutta la simpatia per le G5, personalmente non trovo giusta perché rischi di invitare una #25 (o giù di lì) e non una squadra appena fuori dalla Top10. Ma credo che le conference P5 ci metteranno poco a correggere questo bug...
A questo proposito, se ho capito bene con "ranking" si intende solo la Top25 quindi se nessuna G5 ne fa parte si dovrebbe liberare un posto agli access bowl per le P5. E molti interpretavano la riluttanza del comitato a non inserire G5 nel ranking proprio in quest'ottica. Questa settimana non hanno proprio potuto farne a meno, evidentemente.

2) Discorso complesso, molto più complesso del BCS. ND ha un accordo con l'Orange per un posto contro la vincente ACC ma si tratta di un posto che, in un certo senso, deve contendere alla seconda classificata di B1G e SEC. Per semplificare, diciamo che l'Orange può scegliere la migliore disponibile tra queste tre opzioni, anche se ci sono limitazioni ed eccezioni... altrimenti non sarebbe college football, no?
Comunque non sono certo di come l'abbiano presa a South Bend. Va anche detto che quella famosa/famigerata regola non è che sia stata applicata spesso, tutt'altro. Infine sì, ND resta formalmente indipendente nel football (e solo lì) e gioca 5 partite all'anno contro squadre ACC. Non ne fa parte ma c'è un accordo di collaborazione.

Congratulazioni per essere diventato un insider. Pagano bene?


Saluti a tutti, tra poco inizia il baccanale footballistico del weekend di Thanksgiving quindi non passerò di qui per un po' visto che sarò troppo impegnato a guardare partite. Ringraziate il Ringraziamento...
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