La sezione dove parlare di tutto quello che riguarda il football universitario Usa

Moderatori: Guechamp, Moderatori Endzone

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By Angelo
#945809
Grazie per le risposte, sempre precise. Quella dell'Orange è interessante e ovviamente non ne ero a conoscenza. Ma se giocano praticamente in ACC (dato che devono schedulare 5 gare contro formazioni di quella conference) non capisco perché poi dovrebbero giocarci contro all'Orange... Insomma, che fanno, se la cantano e se la suonano? Se vengono "invitati" all'Orange dovrebbero esserlo "al posto di una ACC", non per giocarci contro. Boh. :booohhh:

Ovviamente quella di "diventare sempre più un insider" di Stanford era solo una battuta... :lol:
...per dire che tra i troppi impegni, il lavoro per tirare avanti una famiglia e due piccoline da crescere, il tempo per gli hobby e le passioni (anche grandi, come il football) è sempre di meno... :smile:
Quel poco che ho lo impiego per guardarmi i Cardinal, per documentarmi su tutto ciò che gira intorno a Palo Alto (dal recruiting alle... borse di studio particolari), e talvolta per confrontarmi via etere con il "mio amico" David Lombardi, lui si insider vero per i CARD, sempre peraltro estremamente gentile nel rispondere (anche in italiano) alle troppe curiosità di un vero rompicoglioni come me.... :lol: :lol:

Quindi chiaramente non sono "pagato", semmai "ripagato" o "appagato" del tempo che dedico a questa mia grande passione.
Chiedi se "Pagano bene?". Insomma. Ne Chuck ai Colts ne suo fratello John ai Bolts (e sono le mie due squadre, quelle che seguo tutte le domeniche...) mi fanno davvero impazzire. Ritengo ci voglia ben altro per raggiungere un SuperBowl... :smt003
Chiudo qui, anche perché ho finito i giochi di parole e non sono certo un "esperto", nemmeno in questo campo. Ci vorrebbe chessò, un super campione di Passaparola... :smt003

alla prossima.

:smt006
#945881
Andrea Campagna ha scritto:Ne parlavo giusto ieri con l'amico Roberto Gotta, al quale è piaciuta una mia frase che era tipo: non vogliamo una NFL per universitari. La prima persona plurale era ovviamente riferita a noi appassionati di college football e penso che questa frase possa rispondere al tuo quesito principale. Ma attenzione, se non la vogliamo non è per la tradizione o altre baggianate simili. È perché non c'è motivo di averla. Paragonare NFL e college football non ha senso, anche se il gioco è (più o meno) lo stesso. Sono due modi di intendere lo sport, e il business che ne deriva, completamente diversi...
....


Che dire, intanto grazie per avermi dedicato così tanto tempo per una risposta completa, compresibile e dettagliata.

Adesso penso di aver più chiaro il funzionamento delle conference del college. Almeno comprendo meglio il concetto che trovo spesso delle Power 5 e Group of 5.
Un altro errore che facevo, in queste mie riflessioni, era anche dovuto al fatto che pensavo che l'accesso a certe conference avesse un carattere in gran parte territoriale. (forse lo era una volta)
Se ho ben capito, Marshall o altre università potrebbero inserirsi (iscriversi come dice Irving) in una conference delle Power 5 se iniziassero a fare programmi con investimenti importanti per gli anni avvenire.

Dalle parole di Andrea, se ho interpretato bene, una riduzione o riforma della FBS sarebbe anche vicina. Quello che penso allora, è che le università della group of 5 pur sapendo di aver al massimo bowl di "consolazione", vogliano rimanere dentro la division I FBS perchè alla fine godono di una visibilità che in caso di una separazione perderebbero. Voglio dire a livello nazionale USA le partite trasmesse dei College sono della FBS non della FCS che magari vanno a livello locale o dello stato. Almeno credo.

Finisco parlando della tua prima parte della risposta. "Non vogliamo una NFL per universitari"
Condivisibile, per le ragioni da te spiegate, ma allora questa continua rivoluzione che ha portato dai 4 grandi bowl al BCS National Championships e adesso al Championship Game con i "mini" playoff. Ha senso? Non è un andare ad avvicinarsi, in questo caso, al mondo NFL?

Vi ringrazio ancora, per le risposte date. E scusate per le domande, ma se la NFL mi piace e la seguo con passione con game pass ormai da anni e quindi vedendo tantissime partite, del college al massimo vedo i bowl di fine dicembre per tutto il difficile meccanismo che c'è dietro e adesso grazie a voi sto capendo un poco meglio :jo3:
#945897
Tanta carne al fuoco, pure troppa. Ho qualche minuto quindi spero di rispondere alla maggior parte delle questioni. Rispondere a tutto mi sembra impossibile, ci vorrebbe un libro. Mmm... (scherzo, non lo farei mai)

In effetti le conference nascono, e parliamo di fine '800/inizio '900, con una forte caratterizzazione territoriale. Questo perché, ovviamente, a quei tempi solo squadre vicine geograficamente potevano giocare periodicamente le une contro le altre. La cosa col tempo è cambiata per la facilità di muoversi e i maggiori budget a disposizione e negli ultimi riallineamenti se ne sono viste di cotte e di crude. E non parlo solo di questioni geografiche ma anche di squadre che cambiano conference nonostante siano delle storiche rappresentanti di quella di provenienza. L'esempio forse più clamoroso è Texas A&M, passata all'SEC abbandonando la Big12 nella quale, fin dai tempi della defunta SWC, era una storica rivale di Texas, rivalità infatti interrotta tra mille polemiche. Il motivo di questi cambiamenti lo capisci da solo, si tratta di per lo più di questioni economiche.

Invece a livello complessivo il motivo dei cambiamenti risiede proprio in quello che dicevo più sopra, cioè che non è vero che in America il sistema college football è unanimemente capito, gradito e accettato, né che il modo in cui funziona è specchio fedele del loro modo di pensare [tra parentesi non esiste UN modo di pensare, vista la complessità geografica, sociale e culturale degli Stati Uniti.] Devi sapere che fino all'avvento del BCS (fine anni '90) i campioni nazionali venivano dichiarati per acclamazione (non scherzo...) da parte di gruppi/testate ufficialmente riconosciuti e poteva capitare, anzi capitava spesso, che nello stesso anno ci fossero due o anche, meno spesso, più campioni. Questa è stata la tradizione del college football per decenni. Era un college football diverso, meno seguito in televisione nazionale e più a livello locale. La TV ha portato il movimento a diventare sport nazionale e questo ha spinto verso la volontà di avere un campione univoco determinato da uno scontro diretto. Il passo successivo è stato l'attuale playoff a 4 e quello ulteriore potrebbe essere un playoff a 8, con le 5 vincenti P5 e 3 squadre scelte dal comitato. Non è detto che succeda ma se ne parla già moltissimo.

Però non si tratta di una NFLizzazione, se mi si passa il termine, ma di una logica evoluzione del movimento per rendere più comprensibile, e in teoria credibile, il processo di selezione del campione nazionale. Perché anche in America, come in Europa, la gente vuole che il campione sia inequivocabilmente la squadra più forte, quindi deve aver battuto le altre squadre considerate più forti. Rispetto all'NFL restano le questioni riguardanti le conference e la frammentarietà di cui sopra, cosa che porta questi cosiddetti playoff (nome in realtà equivoco) ad avere squadre comunque selezionate, ma già passando ad 8 questo problema potrebbe essere aggirato. Vedere le squadre più forti giocare tra di loro è voluto sia dalla gente che, ovviamente, dalle TV (anzi, dallA TV...) in un circolo vizioso nel quale gli uni alimentano l'altra e viceversa. Ho affrontato il discorso un po' superficialmente ma non credo si possa fare di più in questa sede e, soprattutto, in una 'botta' sola.

Passando ad altro, in effetti le squadre di conference G5 potrebbero in teoria aderire a conference P5 ma al momento la situazione è abbastanza bloccata e, anzi, le P5 sono fin troppo congestionate. Difficile che possa succedere... mentre sono sempre molte le squadre che passano dalla FCS alle G5. Il passaggio comporta l'aumento del numero di scholarship dalle 63 della FCS alle 85 della FBS e necessita di alcuni requisiti strutturali e di disponibilità economiche, ma ovviamente porta come vantaggio la partecipazione a una divisione di proventi, TV ma non solo, decisamente maggiori. Anche perché, come dici giustamente, a livello di TV nazionali si vedono quasi solo partite di FBS, anche se in questo i servizi in streaming hanno aiutato molto la diffusione della FCS ma anche di DII e DIII.

Sicuramente tralascio qualcosa ma devo chiudere perché mi sono già perso l'inizio di Seattle-San Francisco e sto trascurando troppo LSU-Texas A&M (ebbene sì, guardo spesso due partite in contemporanea sulle mie due TV.) Prima però dico ad Angelo (avevo capito sull'insider, scherzavo...) che in effetti una delle eccezioni relative all'Orange presenta la possibilità di scegliere una squadra diversa in caso di re-match, previa sistemazione della squadra scartata in altro access bowl.

Sui giochi di parole, in effetti conosco qualcuno che ne fa anche troppi... e ne usa sempre troppe, di parole. Mai che ne passi qualcuna, oh...


[EDIT]
Ultimissima cosa: a me personalmente, ma so che vale per molti, che il campione nazionale sia dichiarato in un modo o nell'altro o che non venga affatto dichiarato non fa né caldo né freddo. Questo perché il bello del college football è... il college football. Chi vince è assolutamente secondario e se non vince nessuno, pazienza. Oltretutto, non è solo importante vincere il titolo nazionale ma è importante, anzi importantissimo, vincere la propria conference. Ed è importante, anzi importantissimo, vincere contro la propria rivale storica. E ancora è importante, anzi importantissimo, vincere ogni partita. Perché ogni partita è un evento e, come dice il motto dell'NCAA, "every game counts." Non è retorica.
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By Angelo
#946027
Andrea Campagna ha scritto:Ultimissima cosa: a me personalmente, ma so che vale per molti, che il campione nazionale sia dichiarato in un modo o nell'altro o che non venga affatto dichiarato non fa né caldo né freddo. Questo perché il bello del college football è... il college football. Chi vince è assolutamente secondario e se non vince nessuno, pazienza. Oltretutto, non è solo importante vincere il titolo nazionale ma è importante, anzi importantissimo, vincere la propria conference. Ed è importante, anzi importantissimo, vincere contro la propria rivale storica. E ancora è importante, anzi importantissimo, vincere ogni partita. Perché ogni partita è un evento e, come dice il motto dell'NCAA, "every game counts." Non è retorica.


STRAQUOTO.
E infatti sono orgogliosissimo di quanto fatto dai miei Cardinal nelle ultime stagioni. Le due vittorie consecutive di conference certo, ma anche tutta la precedente era Harbaugh e Luck, pur "cozzando" sempre contro una "più forte" Oregon.

Mi permetto di aggiungere questa considerazione: anche nello stesso "contesto" (chiamiamoli "top program" o P5) le situazioni differiscono tantissimo da college a college. E non solo per "ragioni economiche".
Perché (ad es.) una Stanford (o una Cal) non recluteranno MAI come una Ohio State, Florida State o Alabama che dir si voglia. E per ragioni per lo più "[u]scolastiche"[/u] (d'altronde parliamo di "scuole", o meglio di "atenei" o "università"... tra le quali ci sono istituti "privati", "pubblici", "religiosi" - cristiani, mormoni, ecc.).

Immaginiamo cosa succederebbe in una lega professionistica (la facciamo di 32 squadre? :smile: massì..) se, in media ogni 3 anni, tutto il roster venisse sempre stravolto, ma contemporaneamente ci fossero:
A) da un lato, franchigie che: non "firmano" giocatori sotto un determinato "status sociale", oppure dai "precedenti problemi legali o penali" (sarebbe la fine della NFL... :lol: ), o semplicemente che non potrebbero selezionare al draft alcuni prospetti per ragioni meramente accademiche, etc.
B) dall'altro, ragazzi che non firmerebbero (avendone tutto il diritto di farlo) per una franchigia che pure li vorrebbe selezionare solo perché le idee politiche o religiose vigenti nella stessa sono diverse da quelle della propria famiglia di origine, oppure per ragioni di lontananza dalla famiglia stessa, etc.

Avremmo differenze incredibili tra squadra e squadra, e NON per ragioni economiche. Differenze che ci sarebbero non solo all'interno della lega, ma all'interno di ciascuna "division". Quindi quando si pensa alle "Conference" si deve certamente ragionare in termini economici delle differenze esistenti tra le stesse (anche appartenenti allo stesso "gruppo", perché SEC e Pac12 sono MOOOLTO diverse dalla Big12...) ma anche di tutt'altro tipo di differenze internamente alle conference, perché una Stanford o una California non avranno MAI il bacino di "pesca" uguale a quello di USC o Arizona State.

:smt006
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By TheFan17
#946405
Big Red Cards ha scritto:Intanto Braxton Miller sembra sia destinato ad Oregon per la stagione 2015. Ha un anno di eleggibilità residua ed essendo un graduate student può trasferirsi senza restare fermo un anno anche tra due squadre FBS. Soluzione che dovrebbe accontentare tutti: Ohio State ha Barrett che ha dimostrato di poter essere ai suoi livelli e potenzialmente anche meglio (è ancora un freshman...) oltre a Torrance Gibson che è in arrivo dalla High School.

Dubito che Braxton Miller si trasferirà in un'altra università. Dubito inoltre che Urban Meyer abbia già deciso chi sarà il QB ad Ohio State l'anno prossimo e dubito anche che Oregon, comunque colma di QB, con Lockie e Mahalak più Waller in arrivo chiuda la competizione e dia il ruolo ad un esterno (che fra l'altro deve pure recuperare dall'infortunio). Solitamente nei major program i ruoli non vengono mai garantiti a prescindere. Di conseguenza non avrebbe senso lasciare Ohio State perchè non ha la sicurezza della titolarità per andare ad Oregon, per un solo anno, e giocarsi il ruolo anche lì. Tutto può succedere nella vita ma rimango dell'idea che per Miller ci sia Ohio State o draft NFL nel suo futuro.
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By Shaka77
#951595
Fulmine a ciel sereno: Gary Andersen, dopo la debacle di sabato, lascia la panchina dei Badgers per approdare ad Oregon State.
Dopo Bielema, altro "quitter" che preferisce riciclarsi partendo dal fondo di un'altra Conference che però presenta maggiori opportunità di "recruiting" rispetto al gelido e isolato Wisconsin.
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By Angelo
#955053
Shaka77 ha scritto:Fulmine a ciel sereno: Gary Andersen, dopo la debacle di sabato, lascia la panchina dei Badgers per approdare ad Oregon State.
Dopo Bielema, altro "quitter" che preferisce riciclarsi partendo dal fondo di un'altra Conference che però presenta maggiori opportunità di "recruiting" rispetto al gelido e isolato Wisconsin.


Il mio parere personale è che voglia tornare prima o poi a Utah da HC (dopo essere stato a Salt Lake City come assistant e defensive coordinator), e sicuramente fare bene da "avversario" (seppur dell'altra division) di conference, ha la sua importanza in termini di visibilità. Senza considerare ovviamente ciò che hai di fatto anticipato, ovvero il peso specifico della Pac-12 attuale, anche rispetto alla B1G (esclusi quelli là... :lol: ).

Tornando però ai Badgers, Wisconsin lo sostituisce con Paul Chryst, ovvero con lo zio del prossimo quarterback di Stanford, Keller Chryst (insomma, dai, adesso siamo mezzi parenti... :lol: ), nonché fratello di Geep, qb coach dei 49'ers. Paul torna così nella sua Alma Mater, che lo ha visto giocare quarterback negli anni 80 (1986-1988), e Offensive Coordinator di successo nel periodo 2005-2011. E in precedenza Offensive Coordinator di.. Mike Riley ad Oregon State (quando si dice: dente per dente... :lol: che intreccio!) prima nel biennio 1997-98 e poi nel biennio 2003-04. In mezzo, l'esperienza, pure biennale, come TE coach nei San Diego Chargers di (massì) Mike Riley!

Inutile a questo punto dire come vedremo giocare i Badgers nei prossimi anni. Come dice il proverbio a Roma: morto un Papa se ne fa un altro. E alcune volte succede pure che non muore ma abdica e quello che viene dopo ha le stigmate della... Santità.
Auguri (anche di buone feste).
Ci si prospetta un 2015 nel segno di... Chryst. :smile:

:smt006
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By Shaka77
#955071
Post da antologia come al solito il tuo, sia per la forma che per la sostanza :polsu:
Buona notizia direi.
Con lui come OC si sono viste delle annate eccellenti come prolificità dello "score", oltretutto ha saputo modellare alla grande l'attacco rimanendo sempre "run-oriented" ma esaltando appieno le caratteristiche di un QB come Russell Wilson.
Pare che l'OC Ludwig se ne vada per fortuna a fare in culo; mentre ci sono ottime possibilità che rimanga il DC Aranda che ha svolto un ottimo lavoro con la difesa (debacle finale a parte ovviamente, ma li' è mancato
completamente tutto); seppure senza atleti di grosso calibro e con un "front-seven" che vedeva tutti giocatori titolari per la prima volta.
Adesso bisogna salvare il salvabile della classe reclutata, evitando dolorose defezioni per quella che, sulla carta, viene celebrata come la migliore "recruiting class" di sempre.
Soprattutto c'è da salvare il TE californiano da quattro stelle Kyle Penniston, sul quale, il giorno dopo l'annuncio della dipartita di Andersen, è prontamente piombato coi suoi consueti metodi da viscido e subdolo avvoltoio, l'HC di "quelli là".
Essendo notoria la tua passione e conoscenza irraggiungibili delle faccende della costa Pacifica, sarebbe cosa buona, giusta e sommamente gradita se riuscissi (per caso lo conoscessi) a darmi il tuo di parere sul ragazzo.

P.S.
Auguri anche a te ovviamente.
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By Angelo
#979491
E' ufficiale da qualche giorno, ma volevo comunque lasciarne traccia.
L'ex qb coach nonché recruiting coordinator di Stanford, Mike Sanford, nel 2014 offensive coordinator dei Boise State Broncos (12-2 e vittoria nel Fiesta contro Arizona) è entrato a far parte, come offensive coordinator e qb coach (sostituisce Matt LaFleur passato agli Atlanta Flacons con stesso ruolo), del coaching staff di Brian Kelly a Notre Dame. E dopo aver peraltro rifiutato una proposta di Urban Meyer per allenare ad Ohio State.
Occhio, perché Mike junior (il padre Mike sr. è l'attuale HC di Indiana State) ad appena 32 anni è una delle giovani menti più promettenti di tutto il panorama NCAA.
Come scrissi l'anno scorso, quando lasciò i Cardinal, spero che un giorno o l'altro le strade si ricongiungano...
:smt006
#981087
teo's ha scritto:Effetto Oakman?! :stralol::

Il ragazzo ha più volte dichiarato che lo faceva per emulare (e quindi onorare) un grande Buckeye come Eddie George...ma è giusto così...non si poteva vedere.. :?
#981473
Il QB di Mississippi State, Dak Prescott, insieme ad altri due compagni di squadra, è stato cappottato di legnate e bottigliate durante un concerto a Panama...

ecco i fatti conditi da due video molto crudi.

http://thebiglead.com/2015/03/09/dak-pr ... nama-city/

eccone uno...il tizio con il bermuda colorato che agonizza è proprio Prescott...

phpBB [video]
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