triz ha scritto:Mamma mia davvero che scelta pessima ha fatto Dart
Ma sai, da un certo punto di vista posso anche comprendere la dinamica. Lui ha detto che non l'ha vista come una cosa politica, nel senso che si è sentito onorato di essere chiamato dal Presidente degli Stati Uniti in quanto tale, come figura rappresentativa di un paese e nient'altro. Se poi è vero, non ne ho idea.
Sta di fatto che ha 22 anni e la scorsa annata l'ha fatto balzare alle cronache, e ovviamente ancora ha la testa di un ragazzino di quell'età. Suoi compagni gli hanno fatto notare (Carter soprattutto) che se va su un palco è il volto dei Giants, quindi di tutti. Hanno dichiarato di aver parlato e chiarito la cosa.
Rimangono due cose, secondo me: è stato usato come volto e figura che ora a NY va molto dal punto di vista mediatico, e lui c'è cascato con tutti i piedi (la sua famiglia può anche essere repubblicana, per quel che ne so, e sospetto di sì, Harbaugh ha detto che il programma prevedeva solo che Dart dovesse incontrare Trump privatamente, poi è stato portato sul palco, bah...); come ho detto, a NY ogni evento viene amplificato per mille e ti trita, e Dart è bene lo impari presto (Daniel Jones per esempio era un automa in questo, fuori da ogni polemica), la prova è che di Nick Bosa fervente sostenitore trumpiano o Butker estremista religioso, o Cousins altro conservatore trumpiano, alla fine non si parla.
Speriamo Dart abbia capito che la NFL e NY soprattutto, non sono la NCAAF e Oxford.



