- martedì 13 mar, 17:28
#552929
Hai ragione da vendere, purtroppo penso che la peculiarità del college football lo renderà "impenetrabile" a molti neofiti italiani per tanti anni a venire.
Diciamo che non è proprio così.. ci sono molti programmi di football (ma anche di basket che sono gli unici "revenue sports" della Ncaa) che nel tempo hanno aggiornato il loro livello. Col termine aggiornato si intende sia "promozione" che "retrocessione". Però questo non ha mai a che fare coi risultati sul campo, riguarda sempre la possibilità di investire in borse di studio e standard degli impianti oltre alla qualità dei coach. Ad esempio Marshall University di cui si parla molto, "ai miei tempi" era un programma dell'allora Division I-AA mentre le scuole della Ivy League (Yale, Penn, Princeton) agli inizi dello scorso secolo gareggiavano ai massimi livelli prima di decidere di non assegnare scholarship per meriti sportivi.
Diciamo che nella Ncaa come in gran parte dello sport statunitense, conta molto quello che si fa fuori dal campo. Ovvero i soldi che una scuola può investire..
Per il resto concordo molto col tuo intervento.
pask46 ha scritto:Lo sport è bello perchè ogni realtà ha le sue peculiarità, e voler a tutti i costi cercare di rendere le cose simili ai modelli che abbiamo mi sembra un esercizio che lascia il tempo che trova..
Hai ragione da vendere, purtroppo penso che la peculiarità del college football lo renderà "impenetrabile" a molti neofiti italiani per tanti anni a venire.
pask46 ha scritto:Le retrocessioni nel college football non hanno senso, come non hanno senso nello sport americano in genere, dove l'organizzazione generale è orizzontale (per fasce d'età) e dove la grandezza della nazione e le differenze enormi tra tutte le realtà non permettono un'omogeneità come, per esempio, nel nostro calcio
Diciamo che non è proprio così.. ci sono molti programmi di football (ma anche di basket che sono gli unici "revenue sports" della Ncaa) che nel tempo hanno aggiornato il loro livello. Col termine aggiornato si intende sia "promozione" che "retrocessione". Però questo non ha mai a che fare coi risultati sul campo, riguarda sempre la possibilità di investire in borse di studio e standard degli impianti oltre alla qualità dei coach. Ad esempio Marshall University di cui si parla molto, "ai miei tempi" era un programma dell'allora Division I-AA mentre le scuole della Ivy League (Yale, Penn, Princeton) agli inizi dello scorso secolo gareggiavano ai massimi livelli prima di decidere di non assegnare scholarship per meriti sportivi.
Diciamo che nella Ncaa come in gran parte dello sport statunitense, conta molto quello che si fa fuori dal campo. Ovvero i soldi che una scuola può investire..
Per il resto concordo molto col tuo intervento.







)=college della stessa forza economica (più o meno) Div.II, Div III, NAIA 